

La chiesa, oggi Santuario, è in posizione attigua al Convento dei Frati Minori.
L’ingresso della chiesa, cui si accede attraverso una scalinata, è cinto da due loggette all’interno delle quali si trovano le statue di S. Francesco e S. Antonio, poste in piccole nicchie, mentre sulle pareti sono affrescati i quattro Dottori dell’Ordine.
L’interno della chiesa è ad un’unica navata con cappelle laterali; la cappella posta a destra dell’ingresso presenta un grandioso portale realizzato nel 1541, con una porta intagliata del Seicento, caratterizzata da pannelli raffiguranti i busti di due santi: S. Pietro con barba e aureola, che mostra la croce e un pesce mentre S. Paolo con sul capo la berretta porta la mano destra sul petto e stringe nella sinistra la Sacra Bibbia. La chiesa è ricca di opere di particolare rilievo, molte delle quali risalenti al Seicento, secolo in cui padre Ambrogio Pantoliano chiamò al convento artisti illustri ai quali va riconosciuto il merito di tali opere:
- la quadreria del soffitto;
- il crocifisso in legno;
- la tribuna dell’organo;
- il pulpito;
- il coro con 21 stalli e con al centro il leggìo esagonale.
La quadreria del soffitto, del 1666, formata da 40 tavole dipinte e da cornici di legno dorato opera del siciliano Michele Ragolia, presenta quadri che raffigurano immagini di Santi e scene del Vecchio e Nuovo Testamento.
Il Crocifisso fu scolpito il 2 Novembre 1636 da Frate Umile da Pietralìa, il quale riprodusse con fedeltà la sofferenza del Cristo morente sulla croce realizzando un’opera di grande effetto ed arte, tanto che Padre Bonaventura Tauleri, nel commentarla scriverà: “Ogni cristiano per duro e crudo che sia di core s’intenerisce e commove”.
La tribuna presenta un organo dei Seicento, con la cantoria sovrastata da raffigurazioni dei dodici Apostoli.
Il pulpito, caratterizzato dalla raffigurazione dei miracoli di S. Antonio e il confessionale sottostante risalgono al Seicento.
Dietro l’altare vi è il coro (I metà del seicento), in noce di Calabria con 21 st alli e 23 busti frontali a bassorilievo con Santi dell’Ordine Francescano, con al centro vi è un grosso leggio posto su una base a forma di prisma esagonale, caratterizzato da sei figure femminili prese.
Su ognuna di esse compare un’iscrizione, che le indica: Mater Gratiae, S. Lucia, S. Agnes, S. Barbara, S. Agata, S. Anastasia.
Gli affreschi nella navata di epoca tardo barocca, sono opera di Anselmo Palmieri e di Francesco de Martino.
Nella cappella laterale destra, sono particolarmente belle le statue raffiguranti S. Francesco e Santa Chiara e mentre è di grande rilievo la tela del pittore pollese Nicola Peccheneda.
L’altare maggiore è in scagliola policroma ad intarsi opera del 1706 di Gennaro Mannelli.
Sulle pareti sono affrescate scene tratte dalla vita di Mosè: a sinistra l’Adorazione del vitello d’oro, a destra la Scaturigine della fonte nel deserto, sulla parete di fondo, la Separazione del mar Rosso, un affresco di padre Donato Greco, del 1966. Bella anche la rappresentazione sulla cupola della gloria del Paradiso opera del pittore
napoletano Domenico Sorrentino.
Nell’attigua sagrestia vi sono nove pannelli con le immagini dei Martiri dell’Ordine, opera dei Frati.
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